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È il giorno del Pallone d'Oro a Londra: Lamine Yamal sfida Kane, Messi e Mbappé

A Londra va in scena la 70ª edizione del Pallone d'Oro. Lamine Yamal parte leggermente favorito grazie al Mondiale, ma la concorrenza è stellare.

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Lamine Yamal (Shutterstock)

Il mondo del calcio vola a Londra per celebrare la storica notte del Pallone d'Oro, giunto quest'anno alla sua settantesima edizione. France Football ha scelto la capitale inglese per l'assegnazione del massimo riconoscimento individuale, valutando le prestazioni espresse tra il 31 luglio 2025 e il 1° agosto 2026, un periodo denso di grandi appuntamenti tra cui spicca la Coppa del Mondo vinta dalla Spagna. Con una formula particolarmente aperta e imprevedibile, la cerimonia di stasera promette di regalare verdetti storici e di catalizzare l'attenzione globale degli appassionati di sport.

La corsa al premio: tra il primato di Lamine Yamal e i record di Kane

Il trionfo della Roja al Mondiale pone il giovanissimo Lamine Yamal in una posizione di leggero favore rispetto agli altri candidati, aprendo la strada a un possibile primato assoluto: in caso di vittoria, l'attaccante blaugrana diventerebbe il giocatore più giovane della storia a conquistare il trofeo a soli 19 anni, battendo il precedente record di Ronaldo Nazário. Tuttavia, la concorrenza è agerriditissima e vede in Harry Kane un rivale formidabile, forte di una stagione monstre da 73 reti tra Bayern Monaco e nazionale inglese, oltre alla candidatura sempreverde di Lionel Messi e alle impressionanti marcature stagionali di Kylian Mbappé.

I possibili trionfi italiani e spagnoli nelle categorie collaterali

Oltre alla categoria regina, la serata di Londra incoronerà i migliori protagonisti della stagione attraverso i vari trofei satellite, dove la scuola spagnola e il movimento internazionale si contendono i massimi riconoscimenti. Tra i pali, Unai Simón punta con decisione al Trofeo Yashin dopo l'Europeo e il Mondiale, mentre il giovane Pau Cubarsí insidia i principali talenti per il Trofeo Kopa. Spazio anche per la panchina con Luis de la Fuente in pole per il Trofeo Johan Cruyff, in una notte in cui la Spagna spera di colmare quel vuoto storico che nel 2010 lasciò a mani vuote i campioni del mondo Iniesta e Xavi.