Logo Calcio.com
Verifica accesso in corso

Caso Coppa d'Africa, il TAS decide sul titolo conteso: l'ex campione Broos sposa la tesi del Marocco

Attesa la sentenza del TAS sullo scontro tra Marocco e Senegal per la Coppa d'Africa 2025. L'ex CT Hugo Broos non ha dubbi: "La Coppa spetta ai marocchini".

Immagine notizia

Tifosi del Marocco (ShutterStock)

I contorni dell'ultima edizione della Coppa d'Africa disputata lo scorso gennaio continuano a far discutere l'intero panorama calcistico internazionale. Nella finale giocata a Rabat tra Marocco e Senegal, la tensione è esplosa nei minuti di recupero dei tempi regolamentari: a seguito della concessione di un rigore in favore dei padroni di casa, i calciatori senegalesi hanno abbandonato il terreno di gioco per circa 14 minuti in segno di protesta. Sebbene la selezione senegalese sia poi rientrata in campo, sopravvivendo all'errore dal dischetto di Brahim Díaz e vincendo ai supplementari con rete di Pape Gueye, la Confederazione Africana di Calcio (CAF) ha successivamente ribaltato l'esito del campo. Accogliendo il ricorso marocchino ad aprile, la CAF ha comminato la sconfitta a tavolino per 3-0 al Senegal in virtù dei regolamenti sull'abbandono della partita.

La parola al TAS e la posizione netta di Hugo Broos

La vicenda è approdata al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna dopo il ricorso presentato dalla federazione senegalese per riottenere la corona continentale. In attesa del verdetto definitivo del TAS, atteso tra il 18 e il 22 ottobre, sulla questione è intervenuto con fermezza Hugo Broos, allenatore belga vincitore del torneo con il Camerun nel 2017 e attuale commissario tecnico del Sudafrica. Broos ha espresso una posizione chiarissima a sostegno del verdetto amministrativo: "Se abbandoni il campo di gioco, perdi la partita a tavolino. C'è una regola precisa e la CAF avrebbe dovuto applicarla subito senza attendere mesi. A mio parere la questione è chiusa e la coppa appartiene al Marocco".

Due interpretazioni a confronto verso il verdetto finale

La battaglia legale tra le due federazioni si gioca interamente sull'interpretazione delle norme disciplinari della CAF. Da una parte, il Senegal sostiene che l'interruzione sia stata soltanto temporanea e che la gara sia regolarmente terminata sotto la direzione e l'autorità dell'arbitro; dall'altra, il Marocco e la confederazione continentale ritengono che l'uscita arbitraria dal rettangolo verde costituisca una violazione insanabile. La decisione dei giudici di Losanna metterà la parola fine a uno dei capitoli più controversi della storia del calcio africano, stabilendo se il trofeo rimarrà nelle mani del Marocco o se tornerà ufficialmente nell'albo d'oro del Senegal.