Mondiali 2026, allarme morbillo in USA: cosa sta succedendo
Primi problemi per i Mondiali 2026. Si rischia una grande epidemia di morbillo negli Stati Uniti, visto l'aumento impressionante dei casi rispetto allo scorso anno.

Il presidente degli USA Donald Trump al sorteggio dei Mondiali 2026 (Shutterstock)
Iniziano in salita i Mondiali 2026 negli Stati Uniti. Sono già stati diversi i problemi, e ancora non c'è stato il via ufficiale del torneo. A poche ore dalla gara inaugurale tra Messico e Sudafrica (giovedì 11 giugno, ore 21 in Italia), se n'è aggiunto un altro di carattere medico: l'Organizzazione Panamericana della Sanità ha lanciato un’allerta morbillo. Secondo l’organizzazione, “l’aumento della trasmissione del morbillo combinato con l’intenso traffico internazionale crea le condizioni ideali per una rapida diffusione del virus”.
L'attenzione ora dovrà essere massima vista la quantità di tifosi, giornalisti, staff e calciatori che sono arrivati nei tre paesi per seguire la competizione. Gli spostamenti saranno continui, visto che si giocherà in 16 città differenti per tutto il continente americano. Riguardo alla situazione, gli esperti temono che i Mondiali possano trasformarsi da un evento di unione e di gioia a un vero e proprio focolaio di malattie. Il rischio infatti è che l'epidemia di morbillo negli Stati Uniti possa diventare la più grave del decennio. Al momento, l’Organizzazione Panamericana della Sanità ha invitato le autorità a rafforzare i controlli, individuare le zone con il rischio più alto e informare i viaggiatori per quanto riguarda l'accesso alla vaccinazione prima di spostarsi di paese in paese per seguire i Mondiali (o altri grandi eventi).
Attualmente i casi di morbillo negli Stati Uniti sono raddoppiati rispetto all'anno scorso: negli USA sono scoppiati 30 nuovi focolai e il 93% dei casi confermati è legato a questi cluster. Ma si stima che il numero reale sia circa tre volte superiore a quello ufficiale. Attualmente gli stati più colpiti sono la Florida (141 casi), la South Carolina (669), il Texas (182) e lo Utah (486). Tra tutti, il territorio che preoccupa di più in assoluto è il Texas, visto che ospiterà ben 16 partite del torneo più grande di sempre (48 nazionali).