Riscatto per Omar Artan: l'arbitro bandito dagli USA dirigerà la Supercoppa UEFA

Dopo l'esclusione dai Mondiali per il blocco delle autorità statunitensi, l'arbitro somalo Omar Artan è stato designato dalla UEFA per la finale tra PSG e Aston Villa

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L'ultima Supercoppa Uefa è stata vinta dal PSG (Shutterstock)

La parabola del fischietto somalo Omar Artan si arricchisce di un capitolo clamoroso, segnato dal riscatto sportivo dopo una pesante delusione diplomatica. Il direttore di gara, a cui è stato recentemente negato l'ingresso negli Stati Uniti impedendogli di arbitrare ai Mondiali, è stato ufficialmente nominato dalla UEFA per dirigere la prestigiosa finale di Supercoppa Europea tra Paris Saint-Germain e Aston Villa, in programma il prossimo 12 agosto a Salisburgo. Il match vedrà di fronte i parigini, freschi vincitori dell'ultima Champions League, e la compagine inglese che ha trionfato in Europa League. La decisione di affidare l'incontro ad Artan è arrivata al termine di una serie di fitti colloqui tra l'organo di governo del calcio europeo e la Confederation of African Football (CAF).

L'appoggio di Ceferin e l'eccellenza nel calcio africano

La nomina ha ricevuto il forte e convinto endorsement del presidente della UEFA Aleksander Ceferin, il quale ha speso parole di grande stima nei confronti del direttore di gara. Ceferin lo ha definito un arbitro eccellente, giovane ma già dotato di grande esperienza, capace di mettersi in mostra ai massimi livelli agonistici del calcio africano. Il numero uno della UEFA ha sottolineato come il calcio sia uno strumento nato per unire le persone e che questa designazione vuole essere un segno di profondo rispetto verso le straordinarie capacità di Artan, ringraziando pubblicamente il presidente della CAF Patrice Motsepe per aver sostenuto con entusiasmo l'iniziativa. D'altronde il valore del fischietto somalo è indiscutibile: inserito nelle liste internazionali FIFA fin dal 2018, Artan è stato recentemente premiato come arbitro maschile dell'anno CAF per il 2025.

Il blocco a Miami e le pesanti accuse delle autorità statunitensi

La designazione europea arriva come una parziale compensazione per il caos burocratico e politico che ha travolto il direttore di gara oltreoceano. Artan era infatti atteso a una storica partecipazione ai Mondiali, dove sarebbe diventato il primo ufficiale di gara somalo a scendere in campo nella fase finale della competizione. Tuttavia, il sogno è andato in frantumi all'aeroporto di Miami, dove i funzionari di frontiera statunitensi gli hanno negato l'accesso al Paese nonostante il possesso di un passaporto diplomatico e di un visto d'ingresso singolo valido per gli USA. Le motivazioni del respingimento sono state chiarite da un funzionario del governo americano, il quale ha dichiarato che ad Artan è stato vietato l'ingresso a causa di una sua presunta "associazione con sospetti membri di organizzazioni terroristiche".

Il travel ban e la rinuncia ufficiale della FIFA

A complicare irrimediabilmente la situazione ha contribuito lo status geopolitico della Somalia, che rientra tra le nazioni colpite dal blocco dei viaggi (travel ban) introdotto dal presidente Donald Trump. Di fronte alle rigide posizioni delle autorità doganali e dopo aver interloquito direttamente con gli organi governativi degli Stati Uniti, la FIFA si è vista costretta ad alzare bandiera bianca. Il massimo organismo calcistico mondiale ha infatti confermato che Artan non prenderà in alcun modo parte al torneo iridato. Una porta chiusa in Nord America che ha però finito per spalancare al direttore di gara somalo i palcoscenici del grande calcio europeo.