Portogallo, il dilemma Cristiano Ronaldo: sesto Mondiale da intoccabile tra record e dibattiti feroci

All'alba del suo sesto Mondiale, Cristiano Ronaldo divide il Portogallo. Tra statistiche monstre ed ex glorie critiche, il CT Martinez non ha dubbi.

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Cristiano Ronaldo con la maglia del Portogallo (ShutterStock)

Tutto ebbe inizio il 20 agosto 2003 a Chaves, nel nord del Portogallo, durante un'amichevole contro il Kazakistan giocata su un campo così logoro che l'erba venne persino dipinta per migliorarne l'aspetto. Quel giorno, un giovane ragazzo di Madeira faceva il suo esordio con la nazionale maggiore. Ventitré anni dopo, quel ragazzo si appresta a disputare il suo sesto Mondiale consecutivo in Nord America, un record condiviso solo con Lionel Messi e Guillermo Ochoa. Con 143 reti all'attivo, Cristiano Ronaldo non è solo il capocannoniere all-time del calcio internazionale, ma colui che ha radicalmente trasformato la mentalità di una nazione, ridefinendo i confini di ciò che il Portogallo riteneva possibile.

Il tabù infranto: CR7 è diventato discutibile?

Nelle precedenti cinque edizioni della Coppa del Mondo, lo status del fuoriclasse di Funchal è sempre stato semplicemente intoccabile. Oggi, all'età di 41 anni, la situazione a Lisbona e dintorni è però cambiata e l'ombra di quanto accaduto a Qatar 2022 continua a far discutere. Se per anni mettere in dubbio la titolarità di Ronaldo è stato quasi considerato un reato di lesa maestà, oggi le critiche piovono anche da leggende del passato. António Simões, storico terzo classificato ai Mondiali del 1966, ha espresso un giudizio tagliente: "Non gioca per vincere, gioca per essere il protagonista assoluto. Esattamente il contrario di quanto faceva Eusébio. Bisogna guardare in faccia la realtà dei fatti".

La difesa di Martinez: "Parliamo del più grande di sempre"

Di parere diametralmente opposto è il commissario tecnico dei lusitani, Roberto Martínez, che ha liquidato le polemiche definendole semplici "chiacchiere da ascensore". Nelle sue recenti interviste, l'allenatore spagnolo ha voluto zittire i detrattori snocciolando una statistica inequivocabile: 25 gol nelle ultime 31 apparizioni di Ronaldo con la maglia della Seleção. "Stiamo parlando del più grande giocatore della storia del calcio", ha ribadito Martínez. "È qui con noi perché sta continuando a esprimersi a livelli altissimi, non per quello che ha fatto nel corso della sua passata carriera". Il fuoriclasse dell'Al-Nassr, andato a segno in tutti e cinque i Mondiali fin qui disputati, si trova ora a un solo gol di distanza dal record nazionale di Eusébio (9 reti nei Mondiali), ma il vero obiettivo resta quello di regalare al Paese la prima storica Coppa del Mondo.

Il Portogallo gioca meglio senza il suo capitano?

Il dibattito tattico si è infiammato soprattutto analizzando i match in cui il capitano era assente per infortunio o squalifica. Sotto la gestione Martínez, il Portogallo ha infatti registrato le sue vittorie più schiaccianti proprio senza CR7 in campo: un roboante 9-0 contro il Lussemburgo nel settembre 2023 e un travolgente 9-1 ai danni dell'Armenia lo scorso novembre. Opinionisti lusitani come Sofia Oliveira sostengono apertamente che Ronaldo non abbia più il passo per essere il titolare di una squadra che punta all'oro mondiale. Tuttavia, ex compagni di squadra come l'ex portiere Ricardo e l'ex difensore Abel Xavier sottolineano l'importanza della sua leadership carismatica ed emotiva sui giovani del gruppo, evidenziando che il pericolo, quando in campo c'è lui, è sempre dietro l'angolo.

Gli intrecci commerciali e la preparazione al "post-Ronaldo"

La figura di Cristiano Ronaldo è talmente ingombrante da intrecciarsi inevitabilmente anche con le dinamiche della Federazione (FPF). Di recente, ha sollevato qualche perplessità l'annuncio di una partnership commerciale tra la FPF e la AVA CR7, un'azienda di recupero fisico di proprietà dello stesso calciatore. La Federazione ha però respinto con forza ogni ipotesi di conflitto di interessi, precisando che il capitano non ha preso parte attiva alle trattative. Nel frattempo, il presidente della FPF Pedro Proença ha rassicurato l'ambiente sul futuro finanziario del post-Ronaldo, confermando un bilancio record da 161 milioni di euro: "Ci stiamo preparando a quel momento senza drammi. Sappiamo quanto i due brand si sovrappongano, ma la continuità economica e operativa della Federazione è assolutamente garantita".