Pioggia di dollari sui club: come funziona il maxipremio FIFA da 355 milioni per i Mondiali 2026
La FIFA stanzia una cifra record per risarcire le società che prestano i calciatori ai Mondiali 2026. Dai gettoni giornalieri alle qualificazioni: ecco tutti i conti.

Lamine Yamal, stella del Barcellona e della Spagna (ShutterStock)
Con l'inizio dei Mondiali 2026 in Nord America, la FIFA ha stanziato la cifra record di 355 milioni di dollari (circa 265 milioni di sterline) da destinare ai club di tutto il mondo. Questo massiccio indennizzo economico rientra nel Fifa Club Benefit Programme, un sistema nato nel 2010 grazie a un accordo con l'Associazione dei Club Europei per ricompensare le società che accettano di privarsi dei propri tesserati per diverse settimane. Rispetto ai 209 milioni di dollari distribuiti dopo i Mondiali di Qatar 2022 a 440 club di 51 nazioni, il budget è cresciuto notevolmente. La vera svolta di questa edizione, tuttavia, è che per la prima volta la FIFA risarcirà le squadre non solo per la fase finale del torneo, ma anche per la partecipazione dei calciatori alle partite delle finestre di qualificazione.
Il calcolo dei rimborsi: quanto vale un singolo calciatore al giorno?
La spartizione del budget complessivo segue regole matematiche ben precise. Dei 355 milioni totali, 250 milioni sono strettamente legati alla fase finale della competizione, 100 milioni sono destinati ai match di qualificazione (con un gettone di 2.362 dollari per ogni presenza nella lista dei convocati), mentre i restanti 5 milioni copriranno i costi amministrativi e il calcio di base d'intesa con i club europei. A partire dal 25 maggio, giorno del raduno obbligatorio, ogni calciatore garantisce al proprio club una quota fissa di 5.000 dollari al giorno, che cesserà di essere versata il giorno successivo all'ultima partita disputata dalla sua nazionale. Sebbene la tariffa giornaliera sia dimezzata rispetto ai 10.950 dollari di Qatar 2022, i club guadagneranno cifre simili o superiori poiché il torneo del 2026 è molto più lungo e ospita ben 48 nazionali anziché 32.
Dalla quota minima alla finale: ecco i ricavi potenziali
Il calcolo dei ricavi minimi e massimi per ogni singolo atleta si basa sui giorni effettivi di permanenza nel ritiro della nazionale. Una squadra eliminata subito dopo la fase a gironi rimarrà nel torneo per un minimo di 14 giorni complessivi, garantendo al club di appartenenza un risarcimento base di almeno 160.000 dollari. Nel caso in cui una nazionale dovesse invece farsi strada nel tabellone fino a raggiungere la finalissima del torneo, il periodo di partecipazione salirebbe a ben 57 giorni totali; in questo scenario ideale, un solo calciatore arriverebbe a fruttare al proprio club la bellezza di 285.000 dollari.
Il rompicapo del mercato estivo: contratti in scadenza e trasferimenti
Dato che il Mondiale si gioca in piena estate, la FIFA ha dovuto stilare un regolamento ad hoc per gestire i cambi di maglia e i contratti in scadenza durante lo svolgimento delle gare. Se il contratto di un calciatore scade il 30 giugno facendolo diventare a tutti gli effetti un parametro zero, la società di provenienza riceverà il bonus giornaliero solo fino a quella data, mentre nei giorni in cui l'atleta è svincolato non verrà versato alcun dollaro. Nel caso in cui il giocatore si trasferisca in un nuovo club a partire dal 1° luglio (come nell'ipotetico scenario di Andy Robertson che lascia il Liverpool per il Tottenham), il pagamento verrà diviso equamente: i Reds incasseranno i soldi fino al 30 giugno e gli Spurs subentreranno nel diritto dal giorno successivo. Per tutti i normali trasferimenti o prestiti conclusi a mercato aperto, infine, la quota spetterà alla vecchia società fino al giorno della registrazione ufficiale del trasferimento, per poi passare automaticamente sul conto del nuovo club.