Fratelli ai Mondiali 2026: le 7 coppie tra stessa Nazionale e rivali
Ai Mondiali 2026 saranno sette le coppie di fratelli in campo: alcuni giocheranno insieme, altri si sfideranno con nazionali diverse tra storie e scelte di famiglia.

Théo Hernandez e Lucas Hernandez - Shutterstock
I Mondiali 2026 racconteranno anche storie di famiglia. Non solo stelle e rivalità tra nazionali, ma anche fratelli pronti a condividere il palcoscenico più importante del calcio mondiale… oppure a ritrovarsi da avversari. Sono sette le coppie complessive presenti alla competizione, ma soltanto tre giocheranno nella stessa Nazionale. Le altre vivranno il paradosso più emotivo del calcio: affrontarsi con maglie diverse, pur essendo legati dallo stesso sangue.
Stesse nazionali: solo tre coppie unite in campo
Le uniche coppie che vestiranno la stessa maglia al Mondiale sono quelle del Curaçao dei Bacuna (Leandro e Juninho) e del Capo Verde formato Laros-Deroy Duarte, oltre al caso della Francia dei fratelli Hernández, simbolo di continuità e solidità internazionale.
In questi tre casi, il Mondiale sarà vissuto fianco a fianco, nello stesso spogliatoio, con l’obiettivo comune di spingere la propria nazionale il più lontano possibile nella competizione.
Fratelli divisi: tra scelte di cuore e storie familiari
Tutte le altre coppie vivranno invece il Mondiale da avversarie. È il caso dei fratelli Doué e dei Williams, divisi tra Francia e Costa d’Avorio e tra Spagna e Ghana, in storie che intrecciano identità, origini e scelte personali.
Emblematica la vicenda dei Williams: Nico ha scelto la Spagna, mentre Iñaki ha deciso di rappresentare il Ghana, il Paese delle origini familiari. Stessa separazione anche per altri fratelli come i Souttar, che vivranno la rassegna iridata da avversari tra Scozia e Australia, uniti anche dal ricordo del fratello Aaron.
Storie incrociate e un Mondiale “di famiglia”
A completare il quadro ci sono i casi particolari come quello di Kevin Luckassen e Brian Brobbey, fratelli con cognomi diversi e nazionali differenti tra Ghana e Olanda, figli di un intreccio culturale che racconta perfettamente la globalità del calcio moderno.
Ci sarebbe dovuta essere anche una coppia in più, quella dei Timber, ma l’infortunio di Jurriën ha spezzato il possibile duello familiare, lasciando solo Quinten a rappresentare l’Olanda.
Mai come in questa edizione, i Mondiali diventano così anche una questione di famiglia: tra uniti, divisi e destinati a sfidarsi, ma sempre legati da un filo che il calcio non può spezzare.